Toppan Eleonora – Il Redentore Benedicente di Giusto di Gand. Intervento di restauro e studio della tecnica esecutiva, riferito ai dipinti su tela tra il XIV e XV secolo*

::cck::33::/cck::
::art_introtext::::/art_introtext::
::fulltext::

Inoltre risultava essere un manufatto ancora non indagato, sia dal punto di vista storico – artistico sia per quanto inerente le vicende conservative.
Il forte degrado in cui versava il dipinto, richiedeva uno studio critico e approfondito nella ricerca di metodologie idonee e necessarie allo sviluppo dell’intervento di restauro.
Pertanto il lavoro è evoluto, rispetto gli obiettivi iniziali, incentrati sullo studio delle tecniche esecutive, per concentrarsi principalmente nella soluzione dei problemi strutturali e in secondo luogo di quelli estetici.
Lo studio preliminare ha indagato la tecnica esecutiva, nonché i materiali introdotti in successivi rimaneggiamenti del dipinto, allo scopo di impostare il successivo intervento con materiali e metodi compatibili.
Fondamentali sono risultati i test eseguiti per focalizzare il consolidante idoneo. Questo doveva riconferire coesione e tenacità al supporto tessile fortemente infragilito ed alla pellicola pittorica, mantenendo allo stesso tempo inalterate le caratteristiche del manufatto dal punto di vista estetico.
Infine ci si è concentrati sulla presentazione estetica risolvendo il problema delle grandi lacune che interrompevano il supporto tessile e di conseguenza l’immagine del Redentore.
Oltre allo studio prettamente incentrato sulla conservazione, sono risultate fondamentali e di grande interesse le ricerche inerenti l’ipotesi cronologica degli interventi di restauro, ricostruite attraverso l’analisi incrociata di documenti e foto d’archivio con l’osservazione diretta del manufatto, integrata dalle indagini diagnostiche.
A conclusione del lavoro di restauro del Redentore benedicente si ritiene di aver risolto i problemi che inizialmente l’opera poneva dal punto di vista strutturale ed estetico.
Tale lavoro definisce il punto di partenza per quello che spero possa essere un futuro sviluppo dello studio della tecnica esecutiva riferita ai dipinti su tela tra il XIV e XV secolo, eseguito attraverso il confronto di opere d’arte inerenti questo periodo storico.

* Tesi di Diploma equiparato a laurea magistrale abilitante in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali (classe di laurea LMR/02) conseguito presso la SAFS dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro di Roma, a.a. 2015-16;  Relatore: Francesca Capanna; Correlatori: Fabio Aramini, Federica Cerasi, Claudia Cremonini, Enrico Fiorin, Maria Rita Giuliani, Alfeo Michieletto, Gianfranco Priori, Daila Radeglia, Angelo Rubino, Ornella Salvadori, Paolo Scarpitti.


Bibliografia essenziale:

– G. FOGOLARI, V. MOSCHINI, U. NEBBIA, La Regia Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro: guida- catalogo, Off. Grafiche Carlo Ferrari, Venezia, 1929, pp. 164-165;

– V. MOSCHINI, Nuove sale annesse alla Ca’ D’Oro, in “Bollettino d’arte, del Ministero della Pubblica Istruzione”, IV – ottobre – anno IX, 1929, pp. 172-174;

– G. BRIGANTI, Su Giusto di Gand, in “La critica d’arte”, 15 giugno, 1938, pp. 104-115;

– A. ONESTI, Klucel G, in “Cab Newsletter”, n. 7, luglio-agosto, 1993, pp. 10-13;

– A. M. BONFATTI, E. ROSSI, A. SARDELLA, G. SCICOLONE, A. SEVES, G. TESTA, Indagine sugli effetti del consolidamento di supporti cellulosici tessili a diversi stadi di degradazione, in “Kermes-arte e tecnica del restauro”, n.22, anno VIII, gennaio-aprile 1995, pp.11-17;

– P. CARNAZZA, Funori: adesivo giapponese di origine vegetale, in “Progetto restauro”, n. 30, Anno 10, 2004, pp. 16-22;

– C. BOZZI, A. SARDELLA. A. SEVES, G. TESTA, Degradazione di supporti tessili cellulosici di dipinti, in G. C. SCICOLONE (a cura di), Dipinti su tela. Metodologie d’indagine per i supporti cellulosi, Nardini, Firenze, 1993, 2° ristampa, 2005, pp. 15-24;

– M.F. MECKLENBURG, L. FUSTER LOPEZ, Meccanismi di cedimento nei dipinti su tela: approcci per lo sviluppo di protocolli di consolidamento, Il Prato, Saonara, 2007;

– CESMAR7 (a cura di), Colore e Conservazione: materiali e metodi nel restauro delle opere policrome mobili: terzo congresso internazionale Milano, in L’attenzione alle superfici pittoriche: materiali e metodi per il consolidamento e metodi scientifici per valutarne l’efficacia, atti del congresso, Milano, 10-11 novembre 2006, Il Prato, Saonara, 2008;

– CESMAR7 E D KUNZELMAN (a cura di), Colore e Conservazione: materiali e metodi nel restauro delle opere policrome mobili: quarto congresso internazionale Milano, in L’attenzione alle superfici pittoriche: materiali e metodi per il consolidamento e metodi scientifici per valutarne l’efficacia, atti del congresso, Milano, 21-22 novembre 2008, Il Prato, Saonara, 2009;

– A. FINOZZI, C. LODI, C. SBURLINO, Utilizzo della colla Funori nel restauro, in “Progetto Restauro” n. 62, anno 17, supplemento n.3, 2012;

– L. BIANCO, C. PAGLIERO, M. AVALLE, A. SCATTINA, O. CHIANTORE, T. POLI, M. ROSSI DORIA, Studio sull’uso e sulla reversibilità del BEVA 371 nella foderatura dei dipinti, in “Lo Stato dell’Arte”, XI congresso Nazionale dell’IGIIC, Bologna, 10-12 ottobre, 2013, pp. 57-68;

::/fulltext:: ::cck::33::/cck::

Lascia un commento